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Questo non sarà un post breve...

2019-06-15 IronMan 70.3 Otepää
1900 m SWIM
90 km 900 D+ BIKE
21,1 km 300M D+ RUN

Dopo l'esperienza 2018 nel Medio di Candia, sembrava logico puntare ad un Mezzo del prestigioso circuito Ironman (70.3 è la distanza totale in miglia = 113km).

Con varie elucubrazioni e su consiglio del Coach Giò Brattoli, decido di iscrivermi a Otepää, che pare avere le giuste caratteristiche per non costituire una gara-suicidio per me che non sono certo una scalatrice in bici.

Il viaggio è impegnativo: oltre tre ore da Milano a Riga, altre 3 di auto per raggiungere questa località in Estonia. 

Tra tempi morti, carica e scarica, noleggio auto e faccende varie, ci va praticamente una giornata.
Prenotando con largo anticipo abbiamo riservato le camere all'Hotel che funge da cuore del Villaggio gara: scelta azzeccatissima anche se le camere non sono certo lussuose.

Piccolo sopralluogo del villaggio, cena veloce e finalmente a riposare.

Il venerdì si ritira il pacco gara, si assiste al briefing e si comincia a prendere dimestichezza con il percorso bici (tutto a sali-scendi, mai un attimo di riposo) e facciamo pure una nuotata con la muta nel laghetto.

L'acqua è limpida ma il fondo è fangoso e ricco di alghe... nuoto tutto il tempo con l'immagine di quei film dell'orrore in cui all'improvviso emerge il "classico" cadavere in putrefazione con gli occhi sgranati... vabbè, ridiamoci su.

Prepara di qui prepara di là, è arrivato il momento di portare la bici (laboriosamente ma accuratamente rimontata dopo il viaggio) in zona cambio.

I meccanismi sono diversi dalle gare a cui sono abituata: accanto alla bici non va lasciato assolutamente nulla.
 
Tutto il necessario per le transizioni T1 (nuoto-bici) e T2 (bici-corsa) va lasciato in apposite buste appese a rastrelliere; per cambiarsi ci sono ampi tendoni con tanto di panche.... già mi domando quanto tempo impiegherò in queste fasi con tutte queste comodità e se la mia solita battuta "mi porto anche il phon" non stia per diventare realtà.

Lasciando la bici conosco una "vicina" di postazione, una donna danese molto gentile e carina, evidentemente più esperta di me e dotata di una bici da "crono" di tutto rispetto. Accetto grata i suoi consigli e torno in camera.

Altra cena, altri continui ragionamenti su questo o quell'aspetto della gara... pizza rituale per me (lo so che me la contesterete!) e a nanna presto: domani è il grande giorno!

Sabato 15 giugno: ne abbiamo parlato per mesi, ora il momento è arrivato!

Muta indossata, qualche bracciata di riscaldamento e poi ci si posiziona in griglia di partenza a seconda del tempo previsto per il completamento della frazione nuoto. 40-50' è il mio tempo di riferimento.

Mi piace tantissimo questo tipo di partenza (rolling start) che spero mi eviti di venire come al solito travolta dai velocissimi nuotatori delle batterie alle mie spalle. 

Passo il tempo a rendermi conto che intorno a me sono tutti almeno 20-30-...40! cm. più alti di me con piedi che sembrano pinne e tutto sommato mi dico che se io nuoto "piano" beh, loro con quei fisicacci allora?!?!?  

Passiamo 4 per volta sopra il "tappeto" che registra il chip e... si va!

Purtroppo da subito mi rendo conto che sono affiancata da un altro atleta che mi disturba non poco col proprio nuotare alternato tra rana e stile... lo sorpasso quando va più lento, ma poi mi riprende... e così mi sorbisco per tutto il percorso i relativi calci e manate! 

Mannaggia a lui... per poi scoprire che mi impalla pure nelle foto in uscita dall'acqua e... si tratta di una gigantesca "lei".

Bene, isola circumnavigata, laghetto finito e la mia frazione più debole ma anche quella che mi preoccupa francamente meno è conclusa.

Esco dall'acqua con un crampetto al polpaccio (ahi!) che fortunatamente si risolve con un minimo di stretching, mi cambio, prendo la bici ormai tra le poche rimaste (ma sono abituata e non mi butto giù) e via.

Si tratta di 90km divisi in due giri identici, da Otepää a Kanepi e ritorno. Continui sali-scendi che tranne in qualche tratto non sono molto ripidi ma certamente non danno mai tregua all'impegno fisico e alle mie povere gambette.

Incrocio i miei compagni che sono già sulla via del ritorno, bene, sta andando tutto come da previsioni. 

Riesco a recuperare un pò di posizioni... arrivo a Kanepi accompagnata da tifo e incitamenti e svolto. La triste previsione di avere vento contrario sulla via del ritorno ahimè si avvera e comincio a faticare sempre di più... dai Roberta dai non rallentare!

Controllo sempre il mio computerino e prendo spunto dai cartelli motivazionali lungo il percorso, ormai è finito il primo giro, passato quasi velocemente anche nel "controllare" chi, molto più veloce di me, procede già in senso contrario.

Boa e inizio del secondo giro... mano a mano sempre più in solitaria, recupero ancora un pò di posizioni, anche di qualcuno con tecnicissime bici da crono ma evidentemente allenamento non adeguato; arrivo ancora relativamente fresca di nuovo a Kanepi mangiando barrette e bevendo acqua e sali per tutto il tempo. Ultimo giro di boa.

Purtroppo il vento soffia più forte e questi ultimi 23 km non sono uno scherzo.... leggo sempre categoria e nazionalità sui pettorali, rinverdisco le mie conoscenze di russo, svedese e alla peggio uso l'inglese per incitare i concorrenti stanchi che riesco ancora a superare.

Il pubblico estone urla "bla!-bla!-bla!"... finché non capisco che è il loro modo di incitare quasi me la prendo sul personale.... che la mia fama di chiacchierona mi abbia raggiunto anche qui?!?! 
Finalmente i 90km sono finiti!

Arrivo alla linea di smonta e scendo con calma, temendo la peggio per la mia schiena, ma a parte qualche passo un pò rigido riesco perfino a corricchiare verso la posizione dove lasciare la mia bici (naturalmente sbagliando corridoio per due volte ma la lucidità ormai è quella che è!).

Nuova sosta nella tenda, nuovo veloce cambio e parto per la frazione RUN.

Sono contenta di constatare che nonostante io sia certamente nelle retrovie il pubblico è ancora presente e si spella le mani e sgola per incitare... che carica!
Il percorso di 21,1 km (mezza maratona) è composto da due giri intorno al lago in cui abbiamo nuotato. Quasi tutto tra gli alberi all'ombra.

Peccato che mi renda subito conto che il dislivello che avevo notato nel briefing non è affatto poco... già al terzo km c'è una notevole salita e così sarà per tutto il resto del giro.

Di corsa, si sa, non si riesce a recuperare in discesa quanto si perda in salita.

Prendo forza nel constatare che ho comunque un passo discreto nonostante sia ovviamente stanca e continuo a superare concorrenti che camminano. 

Mi dico "saranno al secondo giro, stai attenta che poi tocca a te"...

I ristori sono frequentissimi, mi lancio addosso bicchieroni di acqua, bevo sali, ingurgito gel, insomma faccio di tutto per reintegrare tutte quelle tante, tantissime energie che so benissimo di avere già consumato. 

Essere di "piccola taglia" credo proprio non aiuti.. qui sono tutti giganti, anche le donne sono quasi tutte il doppio di me... fa niente mi dico, è anche meno il peso che mi devo trasportare, è tutto in proporzione!

Passo il tempo con tanti pensieri, tra cui quello di prendere in giro Alessia di "terza su tre" dandole della principiante... io sarò almeno "sesta su sei"! (il totale di donne della mia categoria 50-54 anni che mi risultavano iscritte)

I tafani ci assaltano e pizzicano fortissimo, mannaggia a loro. Cerco di sciacquarmi il più possibile con l'acqua che non bevo in modo da non diventare un loro bersaglio ideale.

Alla fine funzionerà (o forse non sono abbastanza dolce per loro...): ne sono uscita senza le numerose morsicature che ho visto ad altri.

Passo al primo giro e sento lo speaker che accoglie al traguardo tutti quei concorrenti che stanno concludendo la loro fatica.... io ne avrò ancora per un'oretta almeno, mi dico... su su, andiamo!

Penso intensamente a persone a cui voglio bene e che in questo momento so avere gravi problemi di salute: la commozione mi blocca un pò il respiro ma presto si materializza il pensiero: "non mollare e non molleranno neanche loro".

Non mollare, non mollare Roberta.

Non mollare, nonostante le gambe rallentino e camminino ogni tanto anche se il tuo cervello comanda di correre e volare.

Non mollare, anche se sei stanca stanchissima ma dai è passato un altro km, non importa, non mollare!

Non mollare, perché lo devi a te stessa, perché sei arrivata fin qui, perché lo SAI, che tu ce la puoi fare!

Km dopo km, passo dopo passo, superando non so quanti altri concorrenti sfiniti, arrivo al 20° km, sento la voce nitida dello speaker, intravvedo il traguardo. 

Ultimo sforzo, una salita nel prato per poi svoltare, le ultime decine di metri sul tappeto rosso e nero, tutti che applaudono e incitano, tanti tantissimi mi "danno un cinque", non importa se non tra i primi e non mi conoscono, probabilmente aspettano qualcun altro che potrebbe essere me.

Passare sotto quell'arco è tutta emozione, è un urlo di liberazione, sono lacrime di fatica, di gioia e di soddisfazione che continueranno a scendere per ancora tanti minuti.

E' la consapevolezza che io, proprio IO, una mamma di 53 anni senza alcun passato agonistico, che ha cominciato a correre per perdere qualche chilo di troppo accumulato con le gravidanze, per poi passare timorosa ad uno sport impegnativo come il Triathlon, sì insomma io, una davvero normale, sono riuscita a concludere una fatica del genere.

Medaglia al collo ritiro l'ambitissima maglietta FINISHER e mi avvio un pò imbambolata verso la camera per docciarmi e cambiarmi.

Recupero il telefono per far sapere che sto bene, "Ho finito e sono viva, ce l'ho fatta!"
E di nuovo mi commuovo a leggere i tanti messaggi di chi mi ha "seguito" grazie all'APP di IronMan, di chi si congratula e mi scrive... l'affetto che mi circonda mi lascia sempre incredula e felice.

Un messaggio in particolare mi colpisce... "sei TERZA, sei a PODIO!!!!"

Ma no eccheccavolo, ma come è possibile?!?!? Qui il livello è altissimo, non posso essermi piazzata così bene! 

Una veloce controllata mi conferma che è proprio così: uscita ultima della mia categoria dall'acqua, ho risalito piano piano la nostra piccola classifica fino a piazzarmi terza grazie alla frazione RUN, sofferta davvero tantissimo da quasi tutti... pure da me, ma evidentemente un pò meno!

Immediatamente il pensiero corre al fantomatico SLOT... cioè la possibilità di accedere ai mondiali sulla distanza 70.3 che si terranno a settembre a Nizza.... ci sono pochissimi posti, ma un buon piazzamento di categoria fornisce una possibilità di aggiudicarsi questa qualificazione 

Le premiazioni sono uno spettacolo a sé, tutti che sgambettano saltellando salendo sul podio intanto che io penso "chissà se riuscirò a salire quei pochi scalini..."

Grande sorpresa quando all'annuncio della prima della mia categoria riconosco proprio la danese Helle Voss che avevo conosciuto in zona cambio... sono molto felice per lei: si era dimostrata una persona carina, è anche stata fortissima.

Attendo l'annuncio della "slot allocation" con i miei compagni di avventura. 

Loro forse ci terrebbero più di me che io partecipassi a questi Mondiali... sono molto intimorita dal percorso bici di Nizza che so essere durissimo.

Quando viene chiamata Helle e le viene offerta la qualificazione... lei la accetta. 
Finita la suspance!
Ai mondiali di Nizza parteciperà lei e io ne sono sinceramente felice e cercherò senz'altro di seguirla e farle il tifo!

Mangiamo qualcosa, ormai è tardissimo ma la luce certo non manca in questo Paese nordico; l'indomani ci attende il faticoso viaggio di ritorno.

Il lunedì mattina mi ritrovo a svegliarmi ancora un pò frastornata e indolenzita nel mio letto di casa e riassumo tutto su Instagram così:

"Ci sono giorni in cui ti svegli finalmente nel tuo letto e ti rendi conto che tu, proprio TU, sei riuscita a farlo.
3ª di cat. M3 all'IronMan 70.3 di Otepää (Estonia)... e a momenti mi qualificavo per i Mondiali.
Dedicato a chi sta lottando per la propria salute.
Grazie a tutti, vi voglio bene "

Roberta Lonati

#HappyRobertina
#CusProPatriaTriathlon
#IronMan_Estonia
#IronMan703Estonia

 


18/06/2019


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